Tennis. Trentesimo Campionato nazionale ANCIU. La Redazione del CUBo intervista Michele Contento.

“Sono passati 30 anni e non ce ne siamo accorti …………………. si fa per dire per noi ormai molto over ma per il campionato di tennis dei dipendenti delle università italiane è la realtà” dichiara Michele Contento responsabile nazionale della sezione tennis ANCIU e “Il Capitano” del tennis organizzato dal Circolo dei dipendenti dell’Università di Bologna “CUBo”.

Con piacere intervisto mio padre Michele Contento, memoria storica del movimento tennistico ANCIU, per ripercorrere questa avventura trentennale attraverso le sue considerazioni.

  • Cosa ricordi del primo campionato?
1988 Bologna Campione!

La storia del campionato è legata a filo diretto all’evento più significativo della nostra Alma Mater Studiorum: i festeggiamenti del Nono centenario nel lontano 1988.

Quel periodo fecondo ha prodotto tante idee e progetti che attualmente continuano a essere le basi delle iniziative del nostro Circolo. Tutto questo si è potuto realizzare grazie a Sandro Battilana, primo Presidente del Circolo CUBo, a Gaetano Baldi che gli è succeduto, a Pio Enrico Ricci Bitti che ha proseguito il cammino e a Cesare Saccani che attualmente ci rappresenta e ci stimola a perseguire obiettivi sempre più alti.

L’ANCIU (Associazione Nazionale dei Circoli dei Dipendenti Universitari) aveva già promosso eventi sportivi nazionali per il Calcio e per lo Sci quando nel 1988 il CUBo propose di dare l’avvio anche a un Campionato nazionale di Tennis. Forse è stata la sezione che ha creato maggiormente quel clima di amicizia che dopo 30 anni ci fa ritrovare ancora qui con la voglia di un sano agonismo e senso di appartenenza alla propria università.

Il primo quindi si svolse a Bologna nel 1988, sui campi dello Junior Club di Rastignano (BO), dal 6 al 10 settembre e fu subito una scommessa vinta per l’entusiasmo, la partecipazione e l’interesse che suscitammo in ambito cittadino e universitario e per noi, che avevamo già avviato una sezione tennis come circolo e organizzato i primi tornei sociali, fu facile avere i migliori giocatori dipendenti e vincerlo.

  • Ricordi da chi era rappresentata la squadra del primo campionato?

Certo! Eravamo in sei: io, Marco Conti, Lino Cludi, Giovanni Ricci Bitti, Franco Casali e Giuseppe Marinelli, tennisti tuttora in pista.

1988 Prima edizione Campionato nazionale Bologna Junior Club
  • Il percorso è lungo di 30 anni ma ci puoi riassumere a grandi linee questo lungo periodo?

Dopo Bologna il Campionato ha preso il volo e ha girato l’Italia in varie sedi universitarie: Bologna, Cosenza e Sangineto (Università della Calabria), Pescara e Francavilla (Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio”), Firenze, Roma “La Sapienza”, Siena, Napoli “Federico II”, Venezia. Siamo stati anche in posti turistici: Cervia, Monte Faito (NA), Albarella (Rovigo), Kamarina (Sicilia), San Vincenzo (Toscana), Napitia (Calabria) e persino in Tunisia a Djerba. Meglio di me lo ha raccontato Pier Luigi Pinelli, docente dell’Università di Genova, in ventinove capitoli già pubblicati sul sito del circolo. Manca il capitolo del trentennale e poi faremo stampare il libro da dare a tutti Circoli universitari che aderiscono all’ANCIU.

  • A leggere l’Albo d’oro a quei tempi voi eravate sempre la squadra da battere. E’ vero?

Si, l’ambiente tennistico bolognese e l’organizzazione del circolo ha favorito lo sviluppo di una sezione CUBo Tennis che è stata capace di formare un gruppo di dipendenti tennisti che giocano e si frequentano anche durante l’anno, partecipando alle varie proposte del Circolo. Quindi in occasione dei Nazionali tutti ci tengono a partecipare per difendere i colori dell’Università di Bologna. Essendo un campionato riservato ai Dipendenti, il rinnovamento è alquanto lento e garantisce alle squadre che possono schierare uno o due tennisti molto forti di mantenere la supremazia per molto tempo. Infatti, la squadra di Bologna, forte della partecipazione di Giovanni Ricci Bitti, di livello molto superiore a tutti noi, e di Pio Enrico Ricci Bitti, Lino Cludi, Sandro Rambaldi, Giuseppe Marinelli e del sottoscritto era di forza molto omogenea e per questo nel primo decennio solo due volte non abbiamo raggiunto la finale. Nel decennio successivo il nostro invecchiamento è stato evidente e siamo arrivati secondi in due uniche occasioni ma solo grazie all’innesto di un giovane dottorando di Agraria, Matteo Guidi. Periodo d’oro per Genova e Catania che avevano tennisti giovani per noi fuori categoria.

  • Hai descritto i primi vent’anni. Sempre scorrendo l’Albo d’oro si può vedere che dieci anni fa avete iniziato una nuova avventura con l’inserimento del campionato OVER 50

Nel 2002 iniziammo a renderci conto che noi, ormai over 45 e oltre, eravamo fuori dalla competizione nell’Assoluto maschile ma avevamo voglia di misurarci ancora con i tennisti della nostra fascia d’età delle altre università, per cui provammo ad avviare altri due campionati: l’OVER 45 e l’OVER 55. Nel 2008 si decise di riunire i due campionati in un unico OVER 50. Così i vecchi valori di forza sono stati ripresi e oggi, con tennisti come Andrea Versari e Carlo Zoli, più giovani e migliori di noi, in questa categoria riusciamo ancora a mantenere la supremazia.

  • Torniamo all’attuale 30° Campionato: è stato difficile disputarlo in un circolo così prestigioso come il Circolo Virtus Tennis?
Il Maestro Spisani del Circolo Virtus Tennis

Sappiamo benissimo che i soci di questi circoli di altissima tradizione tennistica, e la Virtus qui a Bologna lo è per aver formato generazioni di giovani tennisti poi divenuti maestri e campioni di alto livello come Merlo, Sirola e, più recentemente, Camporese e Reggi preparati dai maestri Spisani e Bonetti, sono restii a ospitare manifestazioni che non rientrino nella programmazione federale, ma abbiamo avuto un immediato appoggio del Direttore, il Maestro Paolo Chinellato, che conosce la nostra attività in ambito universitario, tanto da aver partecipato con noi in un incontro amichevole a Ginevra contro la rappresentativa dei dipendenti del CERN, del Presidente Fantoni e del Vice Presidente Pietro Maresca, che con la sua azienda affianca e supporta le attività sportive del CUBo, per cui avevamo le carte in regola per fare noi e loro bella figura, come è realmente accaduto. Ho ricevuto da tutti i partecipanti al torneo solo complimenti sia per la struttura che per i campi perfetti. Ne approfitto per ringraziarli personalmente per averci favorito in tutte le nostre richieste che non sono state poche!!

  • Ora parliamo del 2017. Partiamo dal Campionato Assoluto Maschile: la squadra di Bologna è arrivata in finale e per il secondo anno consecutivo avete perso contro Venezia.

Come dicevo prima, dopo il 1997 il Campionato Assoluto Maschile non è stato più alla nostra portata. Abbiamo dovuto aspettare quindici anni per aggiudicarcene uno nel 2012, a Roma, grazie a Francesco Girotti e ad Andrea Versari e Stefano Barbieri che, in un incredibile doppio di spareggio, superarono l’agguerrita squadra di Salerno.

Quello fu l’anno della svolta. A Francesco Girotti, che è diventato il punto di riferimento della nostra prima squadra, si è aggiunto tre anni fa Antonio Masetti, un ottimo secondo elemento, e poi Mario Pontieri, già Over 50, che possiamo impegnare sia nell’assoluto che nell’over a seconda delle necessità. Nei cinque anni successivi abbiamo sempre raggiunto la finale all’infuori del 27° Campionato a Napoli dove purtroppo erano assenti alcuni dei nostri tennisti più bravi.

Certo che nel Campionato Assoluto Maschile le posizioni si cristallizzano meno che nell’OVER dato che possono partecipare anche dottorandi, assegnisti e chiunque abbia un contratto anche temporaneo con l’università per cui i valori possono variare di anno in anno. Infatti quest’anno abbiamo potuto schierare un tennista di alto livello, Nicola Bonfieni, neo assunto, dipendente dell’Azienda Agraria dell’Università di Bologna.

  • Però non è stato sufficiente per portare a casa il titolo. Ci puoi riassumere brevemente la finale dell’Assoluto Maschile?
Nicola Bonfieni (Bologna) e Andrea Borghesan (Venezia)

E’ vero. Dal 2016 la squadra di Venezia può contare su due giocatori di 3a categoria FIT alla pari dei nostri Bonfieni e Girotti ma sul campo ancora pesa qualcosa a loro vantaggio. E veniamo all’incontro.

Per il primo singolo Venezia ha schierato Andrea Borghesan 3.4 FIT contro il nostro Nicola Bonfieni di classifica 3.3 FIT. Abbiamo assistito a un incontro titanico. Il veneziano è giocatore che viene da classifiche più elevate (ex seconda categoria) ed esprime un gioco più aggressivo e potente. Nicola è giocatore di ottime qualità di resistenza e concentrazione, non molla mai e, nonostante da spettatori si notasse un notevole equilibrio in campo, purtroppo ha perso 6/2 6/0.

Nel doppio (secondo incontro come da regolamento) entrano in campo per la nostra squadra Girotti e Masetti, coppia già collaudata e affiatata. I veneziani decidono di giocarsi il tutto per tutto e schierano di nuovo Andrea Borghesan in coppia con Stefano Boscolo, anche lui di classifica FIT 3.4, quindi sulla carta partono in notevole vantaggio rispetto ai nostri.

Anche il doppio è stato stellare: equilibrato e stregato. Nel primo set, finito 6/2 a favore dei veneziani, si notava una discreta supremazia da parte loro e un maggiore equilibrio della coppia. Nel secondo set i nostri hanno giocato con una maggiore concentrazione e incisività. Antonio Masetti, 4.2 di classifica FIT, gioca alla pari dei due avversari di terza categoria. I veneziani cominciano a mostrare alcuni segni di cedimento e, per noi, portarli al terzo set significava la speranza di equilibrare maggiormente i valori in campo e forse portare a casa il risultato: vittoria finale certa dato che il loro secondo singolarista era nettamente inferiore a Francesco Girotti che avremmo potuto schierare contro di lui. Ed ecco il set stregato: la nostra coppia conduce il set sempre in vantaggio fino al 6/5 per noi. Nel game decisivo abbiamo ben 3 vantaggi consecutivi (che purtroppo sono stati annullati dal bravissimo Borghesan) e sul 6 pari i veneziani si aggiudicano il tie-break: Venezia Campione Assoluto Maschile 2017.

Girotti/Masetti (Bologna) Boscolo/Borghesan (Venezia)
  • Sei rimasto deluso del risultato?

No, anzi sono felicissimo perchè in questo campionato storico hanno giocato i migliori tennisti UNIBO e tra questi il nostro Presidente Cesare Saccani che, inserito in formazione all’ultimo momento, ha disputato magnificamente un doppio con Francesco Girotti nella prima giornata contro Pavia e il secondo singolo contro Ancona nella seconda giornata. Con questi giocatori in futuro il titolo non ci sfuggirà dato che probabilmente dal prossimo anno sarà in vigore la regola che ogni giocatore potrà fare un solo incontro. In tal caso sicuramente emergerà la squadra più omogenea e completa e noi saremo tra quelle.

  • Passiamo al Campionato OVER 50. Sono quattro anni che lo vince Bologna. Non avete competitor?

Con molta modestia posso affermare che nessuna università può schierare una rosa di giocatori OVER 50 come la nostra e in più quest’anno abbiamo potuto disporre di Carlo Zoli e Andrea Versari che si elevano su tutti. I nostri competitor erano Genova, con Luca De Ferrari che purtroppo non ha più al suo fianco l’amico Pierluigi Pinelli, un’autentica roccia, Cosenza UNICAL, la cui squadra si appoggia ormai unicamente sul bravissimo Francesco Kostner, Pisa, con la coppia Nicola Silvestri e Antonio Scatena che ci hanno battuto a Roma nel 2012 ma l’amico Nicola, che in questo periodo ha problemi di schiena, non è più competitivo. Adesso la squadra che sicuramente potrà esprimere un notevole potenziale è quella di Roma “La Sapienza” che avendo ricostituito il Circolo dei Dipendenti potrà ricomporre la sua rosa di giocatori, tanti e tutti di ottimo livello. Vedremo nel campionato 2018 se saremo capaci di mantenere il titolo visto che molto probabilmente si disputerà a Roma.

  • Per raggiungere la finale avete superato la storica squadra di Genova con cui mi sembra abbiate vinto agevolmente.

Con gli amici di Genova abbiamo disputato finali per noi storiche, ben raccontate da Pierluigi Pinelli nei “30 di Tennis ANCIU” i cui capitoli sono disponibili già sul nostro sito.

Eterni rivali: Bologna (Ricci Bitti-Versari)/Genova (Silvestrini-De Ferrari)

Nel periodo d’oro la squadra di Genova poteva contare su un indistruttibile coriaceo giocatore come il Piter Pinelli, che contro di noi ha perso pochissime volte e solo con Giovanni Ricci Bitti e Lino Cludi, e su Luca De Ferrari, giocatore di altissima classe tennistica, che in età giovanile faceva parte del gruppo di Panatta e Barazzutti, per cui si può ben immaginare la tecnica e la velocità di braccio non comune.

Specialmente lo scontro nei doppi era determinante. Negli anni si sono sfidati, con vittorie alterne, De Ferrari insieme al suo compagno storico Armando Silvestrini e Giovanni Ricci Bitti con Lino Cludi o Pio Enrico Ricci Bitti. L’equilibrio si è rotto a nostro favore nel 2014 quando nella squadra Over 50 dei bolognesi ha fatto il suo ingresso Andrea Versari. Ci godiamo questa superiorità fino a quando anche i loro giovani forti diventeranno Over.

Quest’anno nel primo singolare abbiamo schierato Carlo Zoli, che ha vinto facilmente contro Enrico Nazari. Nel doppio, Andrea Versari e Giovanni Ricci Bitti contro i genovesi Luca De Ferrari e Armando Silvestrini hanno raggiunto il risultato di 6/1 6/1 in modo più agevole del previsto. Infine, nel secondo singolare, Mario Pontieri si è imposto su Paolo Marelli.

  • In finale mi sembra abbiate battuto facilmente Roma “La Sapienza” che nell’Albo d’oro aveva raggiunto questo traguardo solo nel 2012.

Come ho già detto, se Roma ricompatta i suoi ranghi potrà essere competitiva su tutti e tre i campionati. Quest’anno a Bologna si sono presentati con Luigi Cinque, 4.1 di classifica FIT, che è dovuto rientrare a Roma e purtroppo non ha giocato la finale e Paolo Ramaglioni, giocatore non classificato ma molto bravo che vale almeno quanto il suo compagno insieme ad Antonio Callari che, con la sua grande passione, tiene le fila della squadra.

  • Ci sintetizzi la finale?
Paolo Ramaglioni (Roma) e Carlo Zoli (Bologna)

Il nostro Carlo Zoli entra per primo in campo contro Paolo Ramaglioni di Roma “La Sapienza”. Il romano esprime un tennis completo ed eclettico. A giudicare da spettatore l’incontro è duro ed equilibrato ma è il nostro tennista che comanda il gioco, fa correre maggiormente l’avversario e gli scambi più lunghi e più duri li porta a casa lui per cui Bologna vince il primo set 6/2 e ancor più facilmente il secondo avendo ormai frantumato la resistenza e la volontà del romano di portare a casa il risultato.

Nella seconda partita, il doppio, schieriamo Andrea Versari e Lino Cludi contro i romani Antonio Callari e Gianantonio Bertoli. Anche in questo caso esprimiamo una superiorità tecnica notevole: Andrea Versari, doppista di alta classe con la sua precisione millimetrica nell’appoggiare le palle, e Lino Cludi, più aggressivo nel gioco di volo, non hanno dato scampo agli avversari. Vinciamo per 6/2 6/2.

Mario Pontieri supera facilmente Alessandro Martini nel secondo singolare e il titolo Over 50 è ancora una volta di Bologna.

  • E’ proprio vero. Avete uno squadrone OVER. Ma anche nella seconda squadra OVER di Bologna ci sono tennisti di rilievo.

Certo: Rocco Mazzeo, Antonello Ferluga, Pio Enrico Ricci Bitti, Antonio Motori (mancavano all’appello per motivi di lavoro Marco Bigelli e Mauro Cesarini) sono i nostri Over che secondo le esigenze vanno in prima o in seconda squadra. Abbiamo un bacino di tennisti qualificati sempre pronti a difendere i colori della nostra Università.

Antonello Ferluga 2° Squadra Bologna Over 50

 

In questo campionato si sono classificati sesti. Hanno perso, nei quarti di finale, con la squadra di Camerino/Macerata, che dispone di Fulvio Romagnoli, di classifica 4.1 e che è fuori dalla portata dei nostri Over, e di un doppio, più equilibrato ma a loro favore, formato da Marucci Gian Luca e Mauri Maurizio, che ha giocato contro i bolognesi Antonello Ferluga e Pio Enrico Ricci Bitti.

Infine, come lo scorso anno, ci siamo giocati il 5° posto contro la squadra di Salerno che, rinnovata per metà dei giocatori, si è rivelata più equilibrata del solito e più forte di noi.

 

  • E ora parliamo del campionato femminile. Vincere contro la squadra dell’Università della Calabria non era così prevedibile.

Certo. In questi ultimi sei anni UNICAL ha sempre raggiunto la finale e ha vinto tre campionati di seguito: solo lo Squadrone bolognese 2017 poteva essere superiore.

L’Università della Calabria può contare su una giocatrice veramente forte di classifica 3.5, Anna Alberta Aiello, e su Assunta Venneri di classifica 4.3. Fino a questa edizione l’unica squadra che le ha sottratto un campionato è stata quella di Teramo che fino al 2013 ha dominato la scena femminile grazie a una giocatrice molto forte, Luisa Gioia di classifica 3.5, e a Donatella Fanini di classifica 4.2, assenti ambedue al trentennale.

In questo campionato celebrativo disputato in casa c’erano tutti i presupposti perché si potessero riunire le migliori tenniste UNIBO. Elena Piccolomini di classifica 3.5, Federica Rossi e Luciana Sacchetti di classifica 4.2, Gaia Fanelli di classifica 4.3 e Simonetta Braggio, non classificata ma di lunga esperienza tennistica.

  • Dai nomi e dalle classifiche delle giocatrici dichiarate dalle squadre mi sembra che anche Venezia si poteva candidare al titolo.

Si. Venezia che si è presentata con un’unica rappresentativa composta dalle due Università, IUAV (Architettura) e Ca’ Foscari, e ha finalmente trovato una neo assunta, Carlotta Gaeta di classifica 4.1, che insieme alla storica Nadia Cazzin, classifica 4.2, e a Sonia Danesin e Patrizia Barbazza avrebbero potuto seriamente essere i terzi incomodi del Campionato. Ciò non è avvenuto per via dell’infortunio subito da Carlotta Gaeta proprio nell’ incontro con UNICAL.

Dopo aver perso il primo set nel singolare contro Anna Alberta Aiello, la veneziana stava disputando un secondo set con maggior grinta e il gioco era in perfetto equilibrio quando è stata costretta al ritiro per un piede che ha ceduto all’appoggio con conseguente stiramento dei tendini. Nel doppio successivo nulla hanno potuto le veneziane Nadia Cazzin e Sonia Danesin contro le cosentine Anna Alberta Aiello e Assunta Venneri.

  • La finale femminile Bologna/Unical è stata più combattuta?
Elena Loli Piccolomini (Bologna) Anna Alberta Aiello (Unical)

La vittoria di Bologna è stata netta: prima dell’incontro sinceramente ero quasi certo del risultato anche se non avevo visto giocare Elena Piccolomini da tantissimo tempo (i due incontri disputati nei giorni precedenti erano stati molto squilibrati e non aveva potuto emergere la sua vera forza) e si trovava ad affrontare una pari classificata anche più giovane. Certo che in caso di sconfitta nel primo singolare avremmo potuto schierarla di nuovo e saremmo stati superiori sia nel doppio, visto che lei è una specialista in questa disciplina, che nel secondo singolare, potendo contare su Federica Rossi o Luciana Sacchetti, ambedue nettamente superiori alla seconda singolarista cosentina.

Sul campo centrale del C.T. Virtus abbiamo assistito a una bellissima partita tra due atlete di vera alta classe in tutti i sensi.  Anna Alberta Aiello ha provato a vincere con una costante elevatissima pressione di gioco ma Elena Piccolomini, con grande freddezza, ha tenuto il controllo del gioco basato su una migliore resistenza a fondo campo ma anche su una maggiore variazione di colpi e di velocità di palla che ha disorientato la più giovane avversaria mandandola in confusione e vince 6/2 6/2.

Durante il doppio mi sono dovuto allontanare ma Gaia Fanelli, che ha seguito interamente l’incontro della sua squadra, racconta: “Dopo la netta vittoria nel primo singolare, che ha visto sfidarsi le numero uno delle due formazioni, per Bologna siamo già al punto decisivo, che può valere la prima posizione ormai inseguita da molto tempo. Nessun margine di errore, quindi, e obbligo di schierare la migliore formazione possibile. Torna in campo Elena Piccolomini, cui si affianca Luciana Sacchetti, per un mix di esperienza, potenza, colpi in back e ottimo gioco di rete che darà del filo da torcere alle avversarie. Per Cosenza, di nuovo in campo Anna Alberta Aiello, dopo il cambio di abitino di rigore, affiancata dalla rodata compagna Assunta Venneri. Il primo set si chiude rapidamente a favore delle tenniste di casa, con Luciana Sacchetti alla manovra. La stanchezza del singolare precedente comincia a farsi sentire nel secondo set sia per Elena Piccolomini che per Anna Alberta Aiello. Qualche errore di troppo, tre giochi di fila nei quali una Assunta Venneri on fire si trova a coprire tutto il campo con pregevoli giocate a rete, e il secondo set si chiude 6/4 per le cosentine, che recuperano da uno svantaggio di 2/4 iniziale. Si va al super-tie-break. Federica Rossi sugli spalti scalpita: toccherà a lei portare a casa il punto decisivo nel secondo singolare? Il tifo si accende al grido di “Bologna, Bologna”. Il Presidente Cesare Saccani si avvicina alla panchina per gli ultimi suggerimenti. Le ragazze partono forte e vanno subito avanti 4/0. Da lì in poi rimangono in controllo per chiudere con una deliziosa volée di Luciana: 9/4, Partita e Titolo”.

  • La seconda squadra femminile si è classificata al 5° posto ma a pari punti con Venezia e Trieste, come mai?

Sulla squadra del CUBo Tennis Rosa,  si può leggere il racconto di Elena Bontempi di seguito a questa intervista. Quello che posso dire è che la nostra seconda squadra si è classificata quinta a pari punteggio di Venezia e Trieste e per un gioco di differenza game è risultata quinta ma devo far notare che Bologna 2 ha incontrato la formazione di Venezia quando era al completo con Carlotta Gaeta, mentre Trieste, che noi abbiamo battuto, l’ha incontrata dopo l’incidente a Carlotta, per cui a pari formazioni potevamo arrivare terzi o quarti.

  • Negli anni il CUBo è riuscito a creare un bel gruppo di tennisti, anche non dipendenti, che partecipano all’attività locale dei campionati UISP e ai tornei sociale promossi dal circolo che si svolge sui campi del Centro Universitario RECORD. Come mai in tutti questi anni non si è riusciti a creare un vero Circolo tennis fortemente connotato con l’Università di Bologna?

Le strutture del Centro RECORD sono gestite dal CUS Bologna e purtroppo noi come Circolo CUBo non abbiamo tanta voce in capitolo. I tennisti che frequentano e ruotano intorno al Centro ne sentono l’esigenza e per questo motivo il Prof. Saccani aveva presentato al precedente Rettore, Prof. Dionigi e al Prorettore, Prof. Ferrari, un progetto in cui il CUBo avrebbe potuto dare il suo contributo nella creazione di un vero Circolo Tennis (si era pensato anche al nome: C. T. CAMPUS 1088). La proposta prevedeva anche la creazione di una Club House, con ristorante ecc., che avrebbe potuto diventare un punto di riferimento per tutta la comunità universitaria. Purtroppo finora non ci sono stati riscontri positivi.

  • Il Cubo si è molto impegnato dell’organizzazione del trentennale. Ne sei stato soddisfatto?

Per il Circolo CUBO era ed è stato un evento celebrativo fortemente condiviso dal nostro Presidente, Cesare Saccani, e da Franca Pili, Segretaria e Tesoriera del circolo, che ha seguito in prima persona tutti gli aspetti logistici e organizzativi.

Oltre alla scelta del Circolo tennis (abbiamo volutamente scelto il CT Virtus Tennis per fare bella figura) abbiamo curato l’aspetto informatico per dare la visibilità dei risultati in tempo reale e abbiamo voluto un reportage fotografico di tutti gli incontri effettuati. Di questo dobbiamo ringraziare sempre Franca che ha scelto te come fotografo e Giacomo Pili, studente di Ingegneria e scienze informatiche dell’UNIBO, per l’aggiornamento della pagina web dedicata. Grazie anche a Elisa Zantedeschi che si è resa disponibile a collaborare per i quattro giorni dell’evento.

Bella e coinvolgente la serata finale delle premiazioni, con oltre 200 persone presenti, a cui hanno partecipato il Pro-Rettore Vicario Mirko Degli Esposti, Biagio Consorti in rappresentanza dell’ANCIU e il Maestro Paolo Chinellato, Direttore del Circolo, con il Consigliere Saverio Sandri, in rappresentanza del C.T. Virtus.

Sono stato particolarmente felice che fossero presenti alle premiazioni e li ringrazio della loro partecipazione: Gaetano Baldi, il primo a organizzare il Tennis CUBo che mi ha lasciato il testimone, Lorenza Tedeschi e Maria Grazia Frignani, che tanto hanno dato per circa vent’anni alla rappresentativa femminile, e Sandro Rambaldi, presente al primo campionato, che per lungo tempo è stato uno dei protagonisti insieme a tutti gli altri tennisti UNIBO.

Ora la storia del CUBo Tennis continuerà il suo cammino, ha radici e giocatori forti e motivati che continueranno a rappresentare degnamente la nostra Alma Mater Studiorum.

 

Appuntamento al 31° campionato e Buon tennis a tutti!

 

La squadra femminile Bologna Due: da sx Bellei Bontempi Maestri Cannella Bagnarelli

CUBo Tennis Rosa visto da Elena Bontempi

L’Università degli Studi di Bologna quest’anno ha presentato due squadre femminili. La squadra Bologna 1 era composta da punte di eccellenza: Simonetta Braggio, Gaia Fanelli, Federica Rossi e dulcis in fundo, Luciana Sacchetti ed Elena Loli Piccolomini. Direi dulcis in fundo, sperando di non fare torto ad alcuna componente della squadra, perché Luciana ed Elena hanno affrontato e sconfitto lo “spauracchio” del girone femminile, ossia le fortissime ragazze dell’Università della Calabria-Unical.

Elena gioca un tennis di altissimo livello, completo e con molti smash di chiusura pennellati dall’alto della sua statura. Il singolo ed il doppio con Luciana hanno rappresentato un piacere visivo a tutto tondo per il pubblico, con punte di tifo altissimo ed entusiasmo per le due vittorie. Luciana ha accompagnato Elena con maestria, riuscendo ad indirizzare dove voluto colpi precisi e giocate sagaci. Complimenti a tutte, poiché anche le altre squadre avversarie non erano da meno e Federica, Gaia e Simonetta hanno saputo conquistare vittorie su vittorie portando Bologna 1 ai vertici della classifica.

Cesare Saccani Giudice di Sedia

La grande sorpresa di quest’anno è stata anche la qualità raggiunta dalla squadra Bologna 2, composta da Emma Bellei, Maria Elena Bontempi, Grazia Cannella e Claudia Maestri. Nonostante, per una serie di vicissitudini sfortunate, la classifica ottenuta non dia merito alle ragazze, le giocatrici meno esperte hanno conseguito splendide vittorie; degno di nota il doppio disputato da Emma e Claudia contro l’Università di Trieste, a tratti acceso da dibattiti della tifoseria avversaria che non voleva accettare la sconfitta in atto, dopo avere perso anche il singolo per mano di Maria Elena.

L’intervento del Presidente Cesare Saccani quale giudice di sedia ha permesso di arrivare giocosamente, come deve essere, a fine partita. Brava anche a Grazia che non si è lasciata intimorire, al primo incontro, dalla campionessa dell’Università di Venezia. Infine, un grande grazie a Serenella Bagnarelli, la capitana indiscussa, che ha sempre supportato tutte le ragazze, dispensando preziosi consigli e cercando di smussare e risolvere problemi, diverbi e imprevisti. Quindi, l’Athenaeum Cup è ancora nelle mani dell’Università degli Studi di Bologna e verrà difeso “a racchetta tratta” il prossimo anno!

 

Franca Pili

Franca Pili

Segreteria CUBo

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