XXXI CAMPIONATO NAZIONALE A SQUADRE MASCHILE E FEMMINILE 2018 di Pier Luigi Pinelli, detto Piter

A belli!

 

Al Circolo Tennis Garden di Roma, dove si è disputato il XXXI Campionato dei Circoli dei dipendenti universitari, il termine più inflazionato non è stato “tennis”, “set”, “pallina”, “campo”, “match”, “tie-break”, ma l’espressione “A bello”, in senso elogiativo o critico. Pertanto la cronaca dell’evento non poteva che avere un titolo conseguente. Il Circolo, diretto da Pancho Di Matteo ex campione di Davis, ospita annualmente un Open internazionale da 20.000 euro. L’organizzazione del Campionato ha tre protagonisti: il Presidente del Club Dipendenti Sapienza, Domenico Di Simone, la cui accoglienza e ospitalità è stata pari alla sua simpatia, Antonio Callari — l’unico tennista romano ad aver tenuto viva la presenza dell’Università di Roma negli anni della sua assenza dai Campionati, partecipando ai Campionati inserito in altre squadre come quella genovese e ad aver mantenuto quindi un rapporto costante con il tennis ANCIU — e il capitano della squadra romana Danilo Della Guardia. Il Garden è un Circolo con 10 campi, immerso nel verde, con una splendida piscina e qualche zanzara di troppo. Il ristorante del Club, gestito con grinta e competenza dalla Sig.ra Paola che dà ordini a destra e a manca, ma soprattutto impone a Vanessa, infaticabile tuttofare, un ritmo da infarto, ha offerto ai tennisti menu semplici e gustosi a un prezzo ragionevole. La location è rallegrata da numerosi soci in là con gli anni che lottano sui campi, sotto il sole cocente, a colpi di “a bello, beccati questa”, e continuano con gli sfottò in romanesco  negli spogliatoi: “ Ahò! an’ vedi st’impunito, sta pippa, che sta arègge er fiato co li denti, m’ha fatto 6/1… Dimme, ma che te sei magnato stamattina?”

Aggirandomi per il Circolo, sono stato apostrofato con il solito “a bello, vié qua che vedo che stai a parla de tennis coll’Antonio. Dije che t’arraconta quanno vinceva 6/0 ar taibrekke. Dimme, ma c’ai visto der grande tennis? ”. “Ed io: ho visto gli Internazionali, Montecarlo, il Roland Garros”. E comincio a descrivergli il torneo parigino, ma dopo qualche minuto, un amico che passa gli domanda: “Ma che stai a fa?” e il mio interlocutore: “Me sta a racconta er Roland Garros, ce n’avemo fino ae sei”. Questa è l’atmosfera delle giornate passate al Garden, dove il Campionato si è svolto con regolarità, ma con qualche prolungamento di troppo di alcune partite conclusesi alle 23, per carenza di campi e per l’incalcolabile durata dei singoli e dei doppi femminili.

Le università partecipanti sono state 18: Ancona, Bologna, Brescia, Camerino, Chieti Pescara, Cosenza-UNICAL, Ferrara, Firenze, Genova, Macerata, Milano Bicocca, Pisa, Roma Sapienza, Salerno, Teramo, Trieste, Venezia, Siena.

Al Campionato assoluto maschile partecipano 11 Università — Bologna, Unical, Roma, Salerno, Milano Bicocca, Brescia, Firenze, Ancona, Camerino-Macerata, Venezia — di cui Unical, Roma e Salerno presentano 2 squadre. Il torneo, pur perdendo i grandi protagonisti del XXX Campionato, i fortissimi veneziani Borgesan, Boscolo, Danesin e Gaeta, mantiene un buon livello, poiché si presentano in semifinale Roma, Unical, Bologna e Salerno. Accedono alla finale Roma e Bologna che non può difendere le proprie chances per una contrattura del bravo e simpatico Francesco Girotti.

La classifica finale è la seguente: Roma 1, Bologna, Salerno 1, Unical 1, Milano Bicocca, Venezia, Camerino-Macerata, Ancona, Unical 2, Firenze, Brescia, Salerno 2, Roma 2.

Alcune squadre, protagoniste dell’Assoluto, hanno commentato il risultato elogiando i propri tennisti che hanno profuso tutte le loro energie per pervenire alla vittoria. Unical mette in rilievo il risultato raggiunto da Federico Francesco Guzzi e da Nicola Folino, « i quali hanno rispettivamente vinto contro Giacomo Penna, terza categoria di Ancona (rivincita di un anno fa) e in rimonta contro Mario Pontieri di Bologna 1, in una vera e propria maratona tennistica ». La valutazione dell’assoluto da parte dei Bolognesi non manca di quella mania di « grandeur » che contraddistingue da sempre le esternazioni di Michele Contento: «Bologna, com’è ovvio che sia, è sempre la protagonista del Campionato ed è la rappresentativa che tutti aspirano a superare » e — doveva aggiungere — spesso superano, nonostante il numero di squadre che i Felsinei presentano in quantità industriale. La semifinale contro Unical è infatti stata vinta da Bologna per il rotto della cuffia, dopo un doppio vinto al tie-break da una coppia inedita in cui un Saccani, forse rigenerato come Nadal dalla cura Fuente, ha giocato al di sopra del suo standard. Mario Pontieri, in tono più pacato rispetto al capitano, commenta la finale contro Roma: «La finale è stata avvincente nel primo incontro. Primo set vinto di misura da Roma 6/4, nel secondo Girotti dimostrava tutta la sua classe e potenza vincendo 6/0. Al terzo set, sul 3 pari, Girotti ha avuto l’infortunio, ha provato qualche scambio e sul 4/3 per Roma si è ritirato per una contrattura. Addio sogni di gloria.

Il loro secondo non mi ha dato scampo sia per la classifica superiore, sia per il clima rilassato di chi sa di aver già vinto (nel doppio non ci sarebbe comunque stato scampo vista l’assenza certa di Girotti) ». E il Felsineo conclude: « Alla fine va bene così, quelli che hanno giocato hanno dato il massimo, forse anche qualcosa in più… a dimostrazione dell’attaccamento ai colori Cubo-Unibo.»

L’yper-simpatico Loris così descrive con il solito humor il risultato dei suoi: «considerato che 4 atleti fortissimi (Borghesan, Boscolo, Danesin e Gaeta) non erano presenti con immenso dispiacere e per vari problemi anche seri, solo per questo ha vinto Roma altrimenti anche quest’anno negli assoluti non ci sarebbe stata storia (sto ridendo)». Castigat ridendo exitum: forse aveva ragione!

E che dire di Firenze? Il capitano Filippo Pirelli ha presentato una sola squadra per mancanza di fondi e di materiale umano, ma, nonostante queste difficoltà, la squadra fiorentina ha conseguito il miglior risultato degli ultimi anni, grazie a Nicola Poli, Nicola Lapi e Paolo Corradini.

L’assoluto femminile è stato senza ombra di dubbio il torneo di maggior livello tecnico e agonistico, potendo contare su tre giocatrici di classifica 3: Elena Piccolomini, Luisa Gioia e Alberta Aiello. Il tabellone risultava formato da 9 squadre: Cosenza-UNICAL, Bologna 1, Teramo, Bologna 2, Venezia-Siena, Milano Bicocca, Trieste, Camerino-Macerata, Salerno-Roma. Lo svolgimento delle gare seguiva il pronostico fino ai quarti, dove la squadra di Venezia, capeggiata dalla bella e agonista Nadia Cazzin, si faceva sorprendere da Bologna 2. Le semifinali offrivano un primo momento di assoluto bel tennis. Il tabellone metteva di fronte Teramo e Bologna 1, cioè il sontuoso tennis di Elena Piccolomini contro quello fisico e agonistico di Luisa Gioia. L’incontro fra le due tenniste rivelava momenti di gran tennis: ai tocchi felpati di Elena e alle sue discese a rete facevano riscontro i favolosi recuperi e il gioco di rimessa di Luisa. Il primo set si concludeva al tiebreak a favore di Elena per due punti. Nel secondo set, la tenacia di Luisa si rivelava vincente: l’aquilana, che gioca un tennis di difesa ma non disdegna di chiudere con il diritto se l’occasione si presenta, continuava a martellare con palle alte e liftate la felsinea che accusava la fatica e cedeva il set. Nel terzo e decisivo set il confronto assumeva toni di grande spettacolarità: ai morbidi approcci e alle volate profonde della Piccolomini si opponevano i recuperi e la regolarità della Gioia. Una vera “gioia” per gli occhi, data anche la bellezza delle due contendenti: forse il pareggio sarebbe stato salomonico, ma la vivacità fisica di Luisa prevaleva infine sulla classe raffinata di Elena.

Quest’ultima si rifaceva nel doppio decisivo in cui contribuiva ampiamente alla vittoria e a portare Bologna 1 in finale. Il teramano Ottavio cerca di plasmare le sue giocatrici, ma, senza il recupero della doppista Donatella Fanini, è dura vincere contro Bologna 1 (sempre che ci sia la Piccolomini) e Unical 1, anche se la sua bella compagna, Luisa Parmeggiani, — ballerina super — ha dimostrato notevoli progressi. Se un giorno la Parmeggiani arriverà a giocare a tennis come balla, Luisa Gioia avrà trovato una partner al suo livello!

Nell’altra semifinale, facile vittoria di Unical su Bologna 2. La forte Alberta Aiello contribuiva al successo di Unical con la vittoria in singolare e con un contributo fondamentale nella partita di doppio.

Ed eccoci alla finale più attesa perché rivincita di quella giocata a Bologna nel Trentennale e vinta dalle Felsinee. La classifica metteva di fronte di nuovo Elena Piccolomini e Alberta Aiello. Quest’ultima sembra avere nel nome — nomen omen — un segno del destino tennistico: chi non ricorda gli “ai(h)e(z)” della bellissima Ana Ivanovic e il pugnetto; ora Aie-llo ha una prima parte che suona come il grido di Ana, il cui significato è: “andiamo! Come on!”. Ma elucubrazioni lessicali a parte, si rinnova il duello, risoltosi a Bologna a favore di Elena. Tuttavia, fin dall’inizio del set, la portacolori di Unical sembra aver fatto tesoro della lezione che la Piccolomini le aveva impartito a Bologna. Forse ispirandosi a quanto fatto dalla Gioia, invece di cercare di chiudere subito il punto con colpi violenti ma fallosi come a Bologna, Alberta martellava con grandi topponi il rovescio di Elena che per cercare di accorciare gli scambi era costretta a venire avanti esponendosi al passante dell’Aiello o a cercare la smorzata, non sempre agevole sui colpi profondi e liftati dell’avversaria. Il gioco si manteneva in equilibrio e l’esultanza di Alberta alla fine del match la dice lunga sulla difficoltà dell’impegno. Una piccola mancanza di fair play da parte della simpatica squadra calabra: verso la fine dell’incontro, i supporters di Alberta hanno iniziato a ritmare un conto alla rovescia — meno 4, meno 3, meno 2, meno 1 — proprio degli ultimi secondi della fine dell’anno, ma non di un incontro di tennis.

Il secondo singolare vedeva di fronte Luciana Sacchetti e Assunta Venneri, che, nonostante i progressi mostrati, non ha potuto opporsi alle rasoiate in back della Sacchetti la quale in due rapidi set ha portato l’incontro di nuovo in parità.

La vittoria del Campionato era così affidata dunque al risultato del doppio. Il doppio felsineo risultava formato dalla Piccolomini e da Simonetta Braggio, mentre quello unicalabro dall’Aiello e da Ines Barone. La Barone, ricercatrice di Scienze Tecniche di Medicina di Laboratorio, pare prepari, come Panoramix, delle pozioni magiche che somministra alle atlete e agli atleti unicalabri. Il solo a non prendere la pozione è il capitano Nicola Leone — pare che la sua parte l’assuma Francesco Kostener —, che nonostante il nome da re della foresta, durante i campionati si trasforma in un cerbiatto smarrito, tanto da perdere incontri già vinti. Se Ines, con la sua grazia, riuscirà a convincerlo a prendere la pozione, nell’over 50, non ce ne sarà più per nessuno.

Ma torniamo al doppio di spareggio: la coppia cosentina risulta più affiatata ed equilibrata e, nonostante i tocchi e il gioco di volo di Elena, i punti decisivi sono a favore di UNICAL e il risultato impietoso: 6/3 6/2.

Il capitano bolognese esprime il proprio rimpianto, ma, da ottimista inguaribile, sottolinea che «la storia non è finita, sicuramente continuerà il prossimo anno e l’Alma Mater saprà riscattarsi e rendere ancora più competitiva la sua rappresentativa.»

Su CRUC Sport, gli Unicalabri festeggiano la vittoria dell’assoluto femminile con parole di elogio per le componenti della squadra: «Alberta Aiello, Ines Barone, Daniela Bonofiglio e Assunta Venneri sono riuscite nell’impresa di vincere per la quinta volta il titolo italiano di categoria, battendo 2-1 nella rivincita della finale 2017 le detentrici del titolo di Bologna1 (decisivo il collaudato doppio Aiello-Barone) ». Come si vede, nessuna allusione alla pozione magica di Ines Barone, ma, com’è noto, al Sud vige l’omertà !

 

Dulcis in fundo, anche perché è l’unico Campionato cui partecipa Genova, la squadra dell’articolista, l’over 50. Al Campionato più antico e più glorioso, ex over 45, partecipano 12 università, Chieti-Pescara-Teramo, Roma Sapienza, Trieste, Pisa, Brescia, Venezia, Bologna, Genova, Ferrara, Salerno, Cosenza Unical, Camerino-Macerata, per un totale di 16 squadre, perché Bologna, Roma, Unical, Salerno e Brescia presentano 2 squadre. Delle quattro teste di serie —Unical 1, Unical 2, Camerino e Roma 1 — giungono in semifinale solo 3: Unical 1, Camerino e Roma 1.

Resta un mistero la 3 testa di serie data a Unical 2, che si fa battere da Salerno 1: Genova, che dopo aver battuto Bologna 2, incontra Camerino, avrebbe battuto agevolmente Unical 2. Saranno mica le pozioni di Ines ad aver influenzato il sorteggio? Genova comunque si rifarà eliminando le 2 squadre di Bologna e impedendo all’eterna amica-rivale di vincere la coppa Athenaeum, cui il capitano bolognese tiene tanto!

E che dire di Pisa, che tanto sta a cuore all’articolista? Il cui capitano pisano, l’ormai ex-tennista Nicola Silvestri di un’umanità e di una simpatia fuori del comune, era abituato a ben altri fasti. Il buon Nicola evoca, per consolarsi, il trionfo “riportato a Roma pochi anni fa” e lamenta la “sorte beffarda che ha posto subito la squadra pisana di fronte alla testa di serie n. 1, l’Unical ”, osservando tuttavia che i Pisani sono riusciti a portare la forte compagine unicalabra al doppio di spareggio del 3° set. Ma la compagine di Pisa una vittoria eclatante l’ha ottenuta presentando la più bella mascotte di tutto il Campionato: Silvia Silvestri!

Le due semifinali rivelano un andamento del tutto diverso. Mentre Camerino arriva facilmente in finale battendo Salerno 1, Roma 1 deve sudare le proverbiali sette camicie per battere sul filo di lana Unical 1. Francesco Kostener — verso cui l’articolista deve fare ammenda avendolo definito “algido” nel volume 30 Anni Di Tennis ANCIU a causa delle sue prime partecipazioni ai Campionati, mentre dopo il celebre ballo bolognese con Saccani, single per aver dimenticato di togliere dalla formaldeide la bella e simpatica moglie, ha rivelato tutta la sua calorosa simpatia — opposto al forte e determinato Ramaglioni di Roma 1 (di classifica nc ma che vale un 4/1 o un 3/5) ha ceduto solo al tiebreak del terzo set, dopo uno fra i più emozionanti e spettacolari incontri degli interi campionati. Tutte e due le squadre meritavano la finale, ma è regola dello sport che a vincere sia solo uno.

La finale fra Camerino e Roma 1 è stata di nuovo una battaglia senza esclusione di colpi. Camerino, forte di una new entry, appena cinquantenne, di classifica 4/1, Francesco Ascenzi, conduce subito per 1 a 0, nonostante il forte mancino romano, anch’egli 4/1, illuda pubblico e compagni, portandosi 3 a 1 nel primo set. Il portacolori di Camerino-Macerata cresce alla distanza e per il romano non resta che accettare la sconfitta. Ma ci pensa Ramaglioni a riportare le squadre in parità: opposto al secondo singolarista camerto, l’arrampicatore appenninico Fulvio Romagnoli, detto mototopo, il romano vince senza alcuna difficoltà.

Il doppio ha decretato la squadra vincitrice dell’Over 50. Camerino schiera di nuovo Ascenzi e il simpaticissimo Marucci, mentre Roma 1 si affida al solito Ramaglioni e ad Antonio Callari. Ramaglioni, pur non essendo doppista puro, sbaglia pochissimo ed è determinante a rete, ma Callari gli garantisce una pressione da fondocampo che favorisce gli interventi a rete del compagno e impedisce agli avversari di intervenire con successo. La lotta avvincente si conclude con la vittoria di Roma 1 e le lacrime di gioia di Antonio Callari che si è rivelato un’ottima spalla per Ramaglioni e ha contribuito in modo decisivo alla vittoria della sua squadra. Il capitano di Camerino, Marucci, per stemperare la delusione per il mancato successo, sottolinea che la sua squadra ha perso per ringraziare i Romani dell’ospitalità e dichiara di aver ricevuto più baci da Antonio Callari di quanti gliene abbia mai dati sua moglie in tutta la vita.

Tutta la competizione si è avvalsa di uno Staff di giornalisti e fotografi del sito “Mondo Ace” che ha eseguito riprese, foto e interviste e il cui materiale video e fotografico è stato reso disponibile dal “Club Dipendenti della Sapienza” per le Sezioni Tennis partecipanti e per la Presidenza dell’Anciu sul sito: https://www.facebook.com/MondoAce.

La cena di Gala e le premiazioni si sono svolte il sabato sera in un clima di festa e di cordialità: era presente il Presidente dell’Anciu Giuseppe La Sala e il Tesoriere Biagio Consorti. In questa occasione, oltre alle Coppe offerte dal Club alla prime 4 squadre di ogni campionato, alla Coppa “Athenaeum”, offerta dall’Anciu, sono stati offerti dei piatti di cristallo di partecipazione per tutte le 18 università. Non sono mancate le targhe di rito e una medaglia ricordo a tutti i tennisti.

Nell’occasione sono state consegnate a tutte le università 2 copie del libro Trentanni di tennis ANCIU offerto dal Circolo CUBo di Bologna e scritto dal redattore di questa cronaca.

L’idea del libro — un documento che attestasse la realtà di questi trent’anni di tennis ANCIU — la si deve a Michele Contento, che ha talmente “angosciato” il povero redattore che non ha saputo dire di no. La struttura è legata alla cronologia dei Campionati che si sono regolarmente svolti di anno in anno, perdendo, per la verità, quell’integrazione interessante che era il Master di fine maggio. Il contenuto è legato alle notizie e ai commenti dei documenti che sono pervenuti all’autore nonché alle sue impressioni. Fondamentalmente la narrazione ha tenuto conto di due fonti: Il Cubo, organo di stampa dei dipendenti dell’Università di Bologna, e il Genuense Athenaeum, rivista bimestrale dell’Università di Genova. Pochissimi altri Circoli sembrano possedere un organo di stampa o, se lo possiedono, non hanno redatto alcun commento ai Campionati o, se lo hanno fatto, non hanno inviato nulla all’autore. Le lacune non sono quindi dovute a dimenticanze volute, ma alla mancanza dei resoconti necessari a descrivere i successi o gli insuccessi delle varie squadre.

Qualcuno, giustamente, ha fatto rilevare all’autore che nella descrizione dei vari Campionati non si è attenuto alla pura verità dei fatti: è verissimo, ma 30 anni di tennis ANCIU non è un documento storico, bensì la rievocazione di un lungo periodo della vita tennistica dei dipendenti universitari: storie di lotta e di amicizia. Ora Proust ha rievocato la sua vita intingendo una madeleine in una tazza di tè: sfido chiunque a rievocare trent’anni di tennis intingendovi una pallina da tennis. Note di Piter Pinelli

Franca Pili

Franca Pili

Segreteria CUBo

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